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La verità di destra e quella di sinistra

Per una pura e stra coincidenza mentre ancora si dibatte in Italia sulla libertà, d'informazione, , con tutti gli annessi e connessi, in tutte le librerie italiane un libro con una copertina blu è apparso nelle vetrine. S'intitola "La democrazia in trenta lezioni" di Giovanni Sartori curato da Lorenza Foschini. In sostanza è la trascrizione puntuale di quanto il professore ha affermato nelle sue trenta lezioni in tv su Rai Sat Extra e che molti di noi hanno visto.
È un volumetto di 110 pagine edito da Mondadori (il costo è di 12 euro) in cui si sintetizzano alcune delle questioni che sempre ci siamo posti sulla libertà. E proprio ripensando al caso prima citato mi sono andato a riprendere le pagine relative alla lezione 18 in cui il professore insegna cosa è "politicamente corretto e l'ottica ideologica".
Ho provato a fare un lavoro di collegamento tra quanto Sartori insegna e quanto è accaduto in queste ultime ore.
In effetti colpisce il fatto che il professor Sartori esprimendosi sul politicamente corretto tira in ballo l'ideologismo che "abitua a non pensare, è l'oppio della mente; ma è anche una macchina da guerra tesa ad aggredire e silenziare il pensiero altrui". Secondo il politologo più famoso d'Italia e docente in varie università americane: "con la crescita della comunicazione di massa è anche cresciuto il bombardamento degli epiteti: una guerra di parole tra nomi nobili, nomi apprezzativi che l'ideologo assegna a se stesso, e nomi ignobili, squalificanti e dispregiativi che l'ideologo affibbia ai suoi avversari. Il guaio è che per l'ideologo l'epiteto esonera dal ragionamento e lo sostituisce".
Ed è su questa base che ci piace seguire ancora in questa sua lezione Sartori che ammonisce: "le verità di destra e di sinistra sono ancora con noi. Chi non si lascia intimidire resta, è vero, a piede libero,ma resta anche a terra,è un nessuno punito dal silenzio, dall'ostracismo e dall'emarginazione. La fama , il successo, i premi vanno quasi sempre a chi fiuta il vento del politicamente corretto. In chiave di ideologia come forma mentis e come pensiero bloccante, l'ideologismo non è sconfitto".
C'è una sorta di tirannide dell'ideologia sul pensiero. Ed ecco che torna vivo il pensiero del filosofo Bernard Williams il quale nei suoi scritti spiega che la verità offre due differenti virtù: la sincerità e la precisione. La sincerità implica semplicemente che le persone dicano ciò che credono sia vero. Vale a dire ciò che credono. La precisione implica cura, affidabilità ricerca nello scovare la verità , nel credere ad essa. C'è poi Luigi Pirandello che invece sostiene che esistono tre verità:la mia, la tua e la verità.
Interrogarsi sulla verità in questo mondo di bugie anche attraverso un libro può essere rischioso ma anche utile. Ed anche il professor Giovanni Sartori ama citare un epigramma del Giusti che è bene ricordare. Scrive Giusti :"Il fare un libro è men che niente. Se il libro fatto non rifà la gente".
E quasi per essere mazziniani in questa Terza Repubblica del diagolo e dei ringraziamenti tra i leader dei maggiori due partiti si può dire che "ora occorre fare gli italiani".
Ma per rifarli è bene staccarsi dalle verità di destra e di sinistra. E spendere ogni energia per cercare la vera verità. Ma sara così?