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Un granellino di sabbia sulla strada del cambiamento

Proprio in questi giorni sto leggendo l'ultimo libro dell'ex Pubblico Ministero di Mani Pulite,
Gherando Colombo "Sulle regole" (Feltrinelli pagg 156 euro 14). Qualche tempo fa ho avuto l'onore di partecipare ad una trasmissione radiofonica in Rai dove abbiamo parlato di educazione alla legalità. Aveva preannunciato il magistrato questa sua nuova pubblicazione e sono corso a prenderla. Nell'introduzione scrive Colombo in maniera perentoria :"La giustizia non può funzionare se i cittadini non comprendono il perché delle regole. Se non lo comprendono tendono a eludere le norme, quando le vedono faticose , e a violarle, quando non rispondono alla loro volontà. Perché la giustizia funzioni è necessario che cambi questo rapporto. Mi sono dimesso per portare il mio granellino di sabbia sulla strada del cambiamento".
Vorrei tanto invitarlo nella mia città Gherardo Colombo, nelle scuole, in piazza, dovunque possa spiegare "le regole".
Stride l'impegno di alcuni personaggi come Colombo con quanto accade nel Sud del Sud d'Italia. Vi parlo della mia città Licata dove ad una videoperatrice ed un'amministrativa di Nuova Licata Tv (un'emittente che sta nascendo del gruppo Canale 10 consolidato nelle province di Caltanissetta, Ragusa, Enna e Catania si è affidata al giovane giornalista Giuseppe Patti che sta mettendo su la squadra per iniziare una nuova avventura) sono stati recapitati sotto casa 2 proiettili, 2 cerini e 2 fagioli.
Pare che in gergo mafioso significhino "attenti a quello che fate" nel senso che qualcuno forse teme la concorrenza di questa nuova creatura nel panorama dell'informazione.
La Polizia sta indagando. L'associazione antiracket, presieduta dal sacerdote Totino Licata ha dato pieno sostegno alla struttura giornalistica, così come buona parte del mondo della carta stampata e della tv, sindacato dei giornalisti compreso.
In una nota diffusa dal Direttore dell'emittente Giuseppe Patti non c'è paura, ma rabbia.
Già quella stessa rabbia che ha indotto Gerardo Colombo a girare l'Italia per gridare forte che questo deve essere un paese che prima o poi dovrà vivere nella legalità.
Scrive Giuseppe Patti: "chi ha voluto colpire la nostra redazione lo ha fatto in maniera netta, senza lasciare spazio ad interpretazioni di sorta. Prima ancora che iniziassimo a lavorare, questo ci spinge ad andare avanti. Chi ha voluto lanciare un messaggio nella speranza di intimorirci ha sortito l'effetto contrario, perché adesso lavoreremo con maggiore impegno e con maggiore rigore, nella consapevolezza che la città, quella pulita e onesta, che vuole che Licata cresca, culturalmente e anche socialmente è con noi".
Già, voglia di scrivere, di denunciare, di fare inchieste, di fare il mestiere di giornalista così affascinante ma così pericoloso in Sicilia. Così come quello di operatore ed oggi scopriamo addirittura anche quello di amministrativo.
Voglia di applicare le regole di cui parla nel suo libro Gherardo Colombo: " è una discussione che coinvolge anche i modelli di società a cui le regole si ispirano. Modelli verticali, basati sulla gerarchia e la competizione. E modelli orizzontali, più rispettosi della persona e orientati al riconoscimento dell'altro. Una strada, quest'ultima tracciata proprio sessant'anni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Costituzione Italiana".
Ma a vedere quanto nel 2008 accade a Licata siamo distanti anni luce dai modelli verticali e orizzontali. Altro che competizione se quando si nasce si ricevono pallottole, fagioli e cerini. Altro che rispetto dell'altro quando non si può fare il proprio mestiere.
Altro che regole. La Sicilia, e lo diciamo con tutto l'amore che abbiamo per questa terrà a volte sembra il selvaggio West.