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Ora anche l'influenza è un problema di sicurezza

È da settembre che vediamo sulla tv spot di tutti i tipi sul raffreddore e l'influenza.
È da mesi che sentiamo alla radio trasmissioni e pubblicità che ci incoraggiano a fare il vaccino per prevenire i malanni all'inizio dell'inverno. Nel frattempo il clima instabile, passare dal caldo afoso o umido, al freddo o alla pioggia ci rendono nervosi oltre che gocciolanti (intendiamo dal naso).
Eppure la televisione continua a mandare immagini di gente con il naso rosso, il viso congestionato piena di tosse che trova immediato riparo in questa o quella "santa medicina.
Poi velocissimamente ci dicono di leggere le avvertenze e che questa cura eccezionale ci può portare disturbi. Ma noi sfidiamo tutti. Non vogliamo per nessun motivo che ci duri il raffreddore o peggio finire a letto con la febbre.
Ed i telegiornali quando pensiamo di aver risolto ci creano ulteriori ansie: "questa non è la vera influenza. Arriverà e sarà tremenda, anzi insopportabile". C'è un gusto quasi sadico da parte del telegiornalista o della conduttrice a farci allarmare.
Nel frattempo ci dicono anche, e questo lo leggiamo su internet, che Google con il servizio Trends ha addirittura realizzato un sistema Flu Tracker per anticipare di almeno dieci giorni, attraverso rilevamenti statistici organizzati con i medici di base l'arrivo dell'influenza. Per preparaci e quindi per cercare di evitare l'inghippo.
Nel senso che questo servizio , peraltro attivo dal 2004, ci dice se per esempio in una zona d'Italia molti nel motore di ricerca hanno digitato la parola influenza o cura. E quindi significa che sta arrivando il malanno in quella area geografica. Qualche dubbio sulla solidità di questa tecnica ci rimane. Non nascondiamocelo.
Ecco, così per tutto l'inverno continueremo a farci del male tra pubblicità che inneggiano a nuove soluzioni e possibilità di sapere come,dove e quando ci colpirà l'influenza. Ma su Google Trends c'è chi esprime perplessità. Chi invece ha pensato a questa nuova "diavoleria informatica" sostiene come San Tommaso "vedere e toccare con mano".
Ci viene da dire come erano belli i vecchi tempi quando l'influenza che arrivava era quasi ben accetta perché potevamo vedere un po' di tv, leggere qualche libro e soprattutto riposare.
Oggi invece non possiamo permetterci di star male. Dobbiamo prevenire, curare, essere pronti a lavorare. E qui verrebbe da citare Ficarra e Picone che su come e quanto lavoriamo noi italiani ci hanno costruito ore di satira. Probabilmente anche sulla questione influenza ci lavoreranno. Magari ci riusciranno a spiegare come fare a passare indenni dall'arrivo della nuova influenza. Nel frattempo noi saremo perennemente connessi in rete a Google per conoscere le tendenze e ci riempiremo la casa e le borse di medicinali anti influenza. In fondo è la società dei consumi. Il mondo globalizzato. Che c'è di male. Tutto rientra nelle dieci o venti paure quotidiane che ci trasmettono. Tutto in nome della sicurezza...