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La scomparsa di Ciro Sebastianelli
È morto a Milano il cantante Ciro
Sebastianelli. Aveva 59 anni. Il cantautore è deceduto al San Raffaele di Milano. Sebastianelli era ricoverato da alcuni mesi. Lascia la
moglie e tre figli. Il cantante ha ha debuttato nel 1976 con il singolo Vattenne, che ottenne un discreto successo. L'anno dopo uscì la canzone
'Laurà, la canzone più votata al "Disco Neve".
Nel '78 sfiorò la vittoria al Festival di Sanremo, ad un punto di differenza dal podio,
con 'Il buio e tù. L'anno successivo si ripresentò al Festival della canzone con Ciao Barbarella. Venne poi il singolo Marta Marta che
partecipò al Festivalbar del 1980. Sebastianelli -che viveva a Nola - ha composto anche per altri cantanti, tra cui Loredana Bertè e Cristiano Malgioglio e negli anni '80 è stato interpretre del film dossier "Apocalisse di un terremoto".
QUANDO MUORE UN AMICO
L'ultima volta che ci siamo incontrati mi ha abbracciato e subito con
il suo spiccato accento napoletano mi ha detto: "ho proprio desiderio di cantare in Sicilia, anzi nel Teatro Re di Licata. Ci verrei a piedi ti giuro". A Licata erano legati i momenti più importanti della sua vita:il primo lavoro in trasferta, l'incontro con la donna della sua vita Patrizia che l'ha seguito ovunque nel mondo. Questo cantante arrivato secondo a Sanremo nel 1978 dietro Rino Gaetano, lo avevo
conosciuto quando da ragazzo a 16 anni per la prima volta lo avevo intervistato in una radio locale a Licata città dove Ciro lavorava
come impiegato dell'allora società dei telefoni Sip. Simpaticcissimo, pieno di ricci, nato a Napoli nel Rione Sanità, il quartiere reso
famoso da Totò, il principe De Curtis, aveva stabilito negli ultimi anni la sua residenza a Nola, sempre vicino al capoluogo partenopeo.
Proprio a Licata aveva iniziato la sua carriera di cantante esibendosi al Cinema Teatro Corallo e nei locali prima di arrivare sui palcoscenici nazionali ricevendo consensi e premi.
Ciro era rimasto sempre se stesso. Neppure qualche mese fa quando una polemica nacque su
qualche radio nazionale perchè la canzone di Giusy Ferreri "Novembre" sembrava molto simile alla sua "Marta". "Figuriamoci se voglio far
polemica - mi aveva confessato - faccio tanti auguri a questa cantante di successo". Lui che aveva vinto con Vattenne, Laura, premi e
riconoscimenti, non cercava mai, neppure per un attimo di essere antipatico. A nessuno. Da vero signore partenopeo aveva glissato e neppure per un attimo aveva, seppure sollecitato, cercato la polemica.
Ciro Sebastianelli e Roberto Murolo
Quello a cui teneva
tantissimo era portare portare in giro per l'Italia il suo ultimo
lavoro intitolato "Il mio amico Roberto Murolo". Un cd e un dvd che fanno rivivere Roberto Murolo con tre brani inediti in esso contenuti: l'emozionante "E Canto", brano di punta, supportato da un videoclip e composto proprio da Ciro Sebastianelli, che lo interpreta
insieme a Murolo, "Ave Maria Dolce Maria", un inno religioso di iovanna Pucciarelli, "O Viento", una poesia del padre Ernesto Murolo,
poeta ed autore dell'epoca d'oro della canzone napoletana, con un sottofondo musicale inedito di Sebastianelli e Spagnol. "È un lavoro -
mi ha spiegato Ciro - nato grazie alla mia caparbietà e fedeltà al mio Amico e Maestro Murolo in cui ho superato i limiti del live, deve
essere considerato un album da collezione oltre che un testamento artistico".
E la morte, arrivata inattesa, gli ha impedito di poter godere di questo nuovo successo e di riuscire anche a realizzare un altro sogno: incidere una raccolta con tutti i brani che furono negli anni ottanta dischi ascoltatissimi. Quasi come se sapesse che non ci saremmo più rivisti mi regalò un cd con tutte le sue canzoni più belle e con la sua telecamerina filmò tutti i momenti del nostro incontro, registrando i ricordi della Sicilia, le battute, i racconti sul nostro passato, i programmi sul nostro futuro. È stato un marito esemplare sempre impeccabile con Patrizia Lo Iacono (figlia dell'allora
veterinario di Licata) e padre attento con i figli Valentina (laurea in sociologia, studia jazz al conservatorio), Alessandro (ingegnere
meccanico all'Alenia) e Laura (Operatrice turistica).Amico di big della canzone italiana e napoletana come Roberto Murolo, Massimo
Ranieri o Loredana Bertè, mai aveva vantato conoscenze per accreditare il suo lavoro.
Oggi che Ciro ci ha lasciato, a soli 59 anni, rimane dentro un grande vuoto. Sarebbe bellissimo che fosse ricordato anche solo per un attimo a Sanremo. Che qualcuno dei suoi colleghi trovasse
il modo per celebrare non soltanto la grandezza dell'artista ma anche la sua splendida umanità. "Sai quella volta che arrivai secondo a
Sanremo - mi confidò - Rino Gaetano venne nel mio camerino e mi disse: Ciro secondo me vinci tu. Di sicuro non io. Invece poi arrivò primo ed
io fui felice perchè per me era già un trionfo arrivare secondo".
Nessuno avrebbe mai immaginato che anche tra le braccia della morte Ciro è arrivato secondo dopo Rino Gaetano. Due ragazzi ribelli,
cantautori di un'altra epoca, quando tutti pensavano che erano solo canzonette, invece si riusciva a cantare l'amore vero, senza fronzoli e
volgarità. Addio Ciro.