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Felicità...è uno o due bicchieri di vino?
Chi dimentica la canzone di Al Bano e Romina il cui ritornello recitava così: un bicchiere di vino, un panino e la felicità.... Beh sicuramente i più giovani non la ricordano nemmeno quelli della mia generazione non capiscono se la e era una congiunzione o un verbo.
Eppure quella canzone ha fatto aumentare il consumo di panini e di vino. Tutti hanno creduto alla coppia fantastica della musica italiana fino a quando si sono separati e la promessa di felicità con cibo e alcol è stata messa in discussione.
Ma il rilancio sul vino c'è stato nelle ultime ore. Il ministro trevigiano dell'Agricoltura, rinomato per le sue incisive azioni di comunicazione, ha dichiarato dopo l'inaugurazione del Vinitaly chi beve due bicchieri di vino non è ubriaco.
E di certo avrà trovato il consenso incondizionato di chi è stato pizzicato con il palloncino, ma non farà dormire per più di una notte chi ha fatto battaglie contro l'acol.
Il Ministro Zaia, che da presidente della Provincia di Treviso, aveva avviato campagne ben fatte sulle stragi del sabato sera, e che ha un passato da PR in discoteca, conosce bene le tematiche e sicuramente ci avrà pensato due volte prima di pronunciare una frase che forse farà discutere.
"Non possiamo pensare - ha detto Zaia - che il problema della sicurezza stradale sia liquidabile decidendo che chi beve due bicchieri, pari allo 0,5 grammi per litro di alcol nel sangue sia ubriaco. Non è vero che le cause delle sciagure stradali siano in gran parte addebbitabili alla guida in stato di ebbrezza. Perchè non consideriamo anche i decibel dell'autoradio, il telefonino all'orecchio, la sigaretta tra le dita, la stanchezza? Oltre alla droga, si'intende. Le cifre dicono che il 46% degli incidenti sono uscite di strada in solitario. Allora dovremmo sostenere che 46 automobilisti su cento sono ubriachi?"
Il Ministro cercando di difendere il vino italiano e di chi ne fa un uso, ci si augura ponderato, forse ha messo in allarme chi invece proprio nel week end si preoccupa per l'eccessivo uso di alcol nelle discoteche.
Infatti non c'è soltanto il buon vino italiano ma ci sono anche i superalcolici che misti a qualche sostanza stupefacente spesso creano vere stragi sulle nostre strade.
Accendere la televisione la domenica e vedere quelle macchine accartocciate, oppure vedere le facce dei morti sulle strade fotografati per campagne contro le stragi, o sentire parlare i genitori o i familiari delle vittime di incidenti stradali ci spinge a chiedere al ministro una precisazione della sua dichiarazione.
Nel senso che andrebbe spiegato che forse uno o due bicchieri a tavola non generano uno stato di ubriachezza, e per dirlo un ministro sicuramente si sarà documentato, ma se aggiungiamo altro la sitazione diventa pericolosa. Pensiamo ai ragazzi di età tra i 18 ed i 28 anni, quelli più a rischio, che magari bevono in pizzeria un paio di birre e poi si spostano al pub o in discoteca e miscelano un po' di superalcolici rimanendo un po' troppo brilli.
Se poi ci aggiungiamo qualche spinello...o ancor peggio altro...la frittata è fatta.
È chiaro che il Ministro non parlava di loro ma soltanto di chi regge bene il vino. Ma non deve dimenticare che il nostro è un paese dove si usa la scritta È SEVERAMENTE VIETATO, perchè dire che una cosa è vietata non ci ferma.
Ed in nessun altro paese viene proposta questo tipo di scritta per evidenziare un divieto.
Del resto Zaia l'ha pur detto: "non chiedo che il tasso alcolico venga alzato, ma neppure abbassato, fino a zero, secondo la proposta in discussione alla Camera che riguarda i minori di 21 anni; ma se passa è prevedibile che si estende a tutti".
Chissà cosa accadrà. Da astemio qual sono la cosa mi riguarda pochissimo però anche se il Ministro ha detto che non chiede sconti di pena per i trasgressori, è anche vero che un messaggio lanciato da un responsabile uomo di governo come Zaia che chi beve due bicchieri non è ubricaco secondo la logica dei severamente menefreghisti potrebbe essere pericolosa.
È tutta questione di comunicazione. È un messaggio che può passare ed essere incoraggiante. E non ce ne vogliamo i produttori di vino che sono diventati importanti nel mondo perchè garantiscono qualità e capacità produttiva.
Però un pensierino sui messaggi positivi per l'economia che possono essere interpretati male da chi si finge sordo forse dovremmo farlo.
E quindi magari ritorniamo al ritornello di Al Bano e Romina. Un bicchiere di vino è (e ci mettiamo l'accento) la felicità...