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Pale eoliche in Sicilia: Vittorio Sgarbi e quei c..zi che stuprano il paesaggio!!!
Mi direte che ci sono modi e modi per dire le cose. Ma a volte urlarle può servire a farsi sentire. Ed ecco che mi sono ritrovato nel Teatro Comunale di Licata, in provincia di Agrigento, dove il Comitato nato per dire NO, alle pale eoliche, ha chiamato Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, per ribadire un concetto forte ma utile da ripetere.
Nel senso che il critico, ex onorevole ha più volte urlato che "creare nuovi impianti eolici, e farlo nella costa da Gela a Licata, è come stuprare una bambina. È rovinare un paesaggio che il mondo ci invidia ed è mettere in mezzo al mare dei c..zi assolutamente inutili".
Ha usato il simbolo fallico Sgarbi per essere chiaro nell'esposizione. Per rappresentare il disagio delle popolazioni che da anni "subiscono invasioni di qualunque tipo. Terre in cui in molti hanno mafiato e si sono assicurati un presente ed un futuro e dove non c'è necessità di creare nuovi impianti perchè la Sicilia copre il fabbisogno regionale e già esporta".
Molte di queste pale sono ferme. Non vengono utilizzate ed allora quale è il senso di metterne altre? "C'è una ragione - spiega il sindaco di Salemi - beccare i contributi dell'Unione Europea".
Ed ecco che la Sicilia, ed in particolare, questa zona del sud del sud della Sicilia, che è un po' nord Africa, teme che presto qualcuno otterrà l'autorizzazione per impiantare in mare, come è stato già fatto abbondandemente a terra un buon numero di pale eoliche.
Perchè Vittorio Sgarbi ha chiesto come mai "questi impianti non ci sono in Lombardia, in Liguria, in Emilia Romagna o in Toscana e neppure nel Lazio ma ci sono in Campania dove c'è la Camorra, in Puglia dove c'è la Sacra Corona Unita, in Calabria dove c'è la Ndrangheta o in Sicilia dove c'è la Mafia: Strano ma vero".
Il primo cittadino di Salemi non riesce a capacitarsi come nessuno di questi imprenditori non apprezzi la bellezza del paesaggio e la voglia salvaguardare così com'è.
"Pensate se Berlusconi quando si porta in Sardegna gli uomini più importanti del mondo, i Capi di Stato e di Governo, e si affaccia dalla sua villa vede davanti un bel numero di pale eoliche. No - urla Sgarbi - questo non esiste grazie a Soru che con una legge regionale ha impedito che venissero creati questi impianti. Che il Governatore della Sicilia faccia lo stesso".
E Sgarbi ha promesso che l'offensiva verso chi vuole creare gli impianti aumenterà e che lui sfrutterà ogni possibile sua apparizione in tv o sui giornali per dire no agli impianti.
Ma basterà Sgarbi a fermare chi vuole fa girare queste pale?
Il critico d'arte pensa ad un partito dei sindaci siciliani che vada dal Presidente della Repubblica Napolitano per "chiedere il rispetto della Costituzione".
Quello che è stato notato è che al Teatro Comunale di Licata non c'era nessun rappresentante del Governo nazionale (c'è l'agrigentino Angelino Alfano), nessun assessore o deputato regionale, ma soltanto un parlamentare di Gela, il Presidente della Commissione Regionale Antimafia, Lillo Speziale.
Quindi le popolazioni di Licata, Gela e Butera dove insiste il tratto di mare che potrebbe essere "deturpato con i c..zi" per dirla con Sgarbi rischiano di rimanere sole in questa battaglia.
Ed a poco è servito l'appello lanciato dal Sindaco antimafia di Gela, Rosario Crocetta, per rilanciare un nuovo umanesimo.
E forse nessuno pensa che se la Sicilia perde pezzi di paesaggio e la bellezza naturale unica al mondo, perderà anche il treno per posizionarsi come meta turistica d'eccellenza.
"Vogliono fare un parco eolico - ha rilevato Crocetta - per creare 20 posti di lavoro. Si possono creare con uno stabilimento balneare e non si deturpa il paesaggio".
È molto strano che mentre le popolazioni di questo lembo del sud d'Italia insorgono, si parla soltanto del ponte sullo Stretto. Ma a che serve collegare meglio la Sicilia se poi chi arriva nell'isola è costretto a convivere sulle colline e persino dentro il mare con queste pale, spesso ferme, che dovrebbero produrre energia che non serve alla stessa regione?
È un interrogativo inquietante, ma anche su questo Sbagli ha una risposta: "sono ignoranti! Devono andare a studiare, conoscere le opere dei grandi artisti che sono nati, hanno lavorato o sono passati ed hanno operato in Sicilia".
Altro che progetti di comunicazione territoriale, altro che turismo come futuro dell'isola...
"Sarà uno stupro del territorio come quello che si fa ad una bambina...".
Aspettiamo di capire cosa dirà sul tema il Governatore autonomista Raffaele Lombardo.
La parola spetta a lui. "Andrò a parlargli - promette Sgarbi - e dovrà ricevermi e darmi delle risposte. Deve fare come Soru...li in Sardegna...c..zi...non ce ne sono né in mare né in terra. In Sicilia rischiamo di averli pure nei giardini di casa...