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- Bambini e ragazzi schiavi di pc e cellulari
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- La questione lato B
- Il protagonista occulto dei misteri italiani
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Il protagonista occulto dei misteri italiani
In un'Italia sempre più credulona, superficiale, boccaccesca, le cose serie sembrano offuscate da storie meno importanti. Persino la crisi economica sembra lontana, già superata, un'esperienza già vissuta. E così in questa estate tropicale, fatta di piogge improvvise e di temperature altissime, ogni tanto riaffiorano i misteri, gli intrighi, le rivelazioni, i colpi di scena. Guadagnano le prime pagine dei giornali e poi spariscono il giorno dopo. Tutto sembra verità e poche ore dopo una bugia...o quantomeno una notizia da verificare. Ma un libro rimane un libro. E per questo è meritorio lavorare a libri-inchiesta che appassionano. Libri che aiutano a capire il paese che viviamo. Ed allora ecco che fresco di stampa un nuovo volume ci rivela chi è Paolo Bellini, il collaboratore di giustizia, già sospetto di essere uno dei presunti mandanti occulti delle stragi del 1993 di Firenze, Roma e Milano (come tale lo aveva descritto Giovanni Brusca, ma l'indagine nei suoi confronti è stata archiviata nel 2005), che ha dato lo spunto ai Pm di Palermo Ingroia e Di Matteo per riaprire l'inchiesta sulla trattativa fra Stato e mafia sviluppata fra il 1992 ed il 1993?
A svelare questo personaggio incredibile è il libro di Giovanni Vignali "La Primula nera. Paolo Bellini, il protagonista occulto di trent'anni di misteri italiani", pubblicato da Aliberti Editore (267 pagine, 14 euro) uscito di recente in libreria
Ex estremista di destra, latitante in Brasile rientrato in Italia sotto falso nome, indagato per dieci anni nei procedimenti riguardanti la strage alla stazione di Bologna (dai quali è uscito prosciolto), infine killer su commissione per la `ndrangheta. Paolo Bellini è stato tutto questo e molto di più, soprattutto fra il 1992 e il 1993, quando si recò numerose volte in Sicilia trattando con Antonino Gioè (uno dei killer di Giovanni Falcone) un baratto fra carabinieri e Cosa nostra: la restituzione di opere d'arte rubate in cambio della concessione di privilegi carcerari ai boss reclusi in regime di 41 bis. Quella trattativa non andò in porto, ma pochi mesi dopo la mafia la "riciclava" traendone ispirazione per colpire gli Uffizi a Firenze, S.Giovanni in Laterano e S.Giorgio al Velabro a Roma, il Padiglione di arte contemporanea a Milano. All'ombra delle esplosioni dirette a musei e chiese persero la vita 10 persone e 106 rimasero ferite.
Secondo quanto riferiscono i quotidiani dalla vecchia inchiesta i magistrati hanno infatti ripreso il giallo della trattativa americana di Riina. A parlarne era stato proprio lui, Bellini. Aveva svelato le confidenze di Nino Gioè, poi morto suicida in carcere. «Riina aveva un ulteriore canale per cercare di ottenere benefici - questa la confidenza - era una trattativa triangolare, fra Italia e Usa, nel senso che Cosa nostra aveva dei tramiti oltreoceano per una trattativa da condurre in porto con ambienti italiani».
Grazie al lavoro di ricerca compiuto da Giovanni Vignali dal 1999 a oggi, il libro porta alla luce inedite relazioni tra Paolo Bellini ed elementi dell'internazionale nera e della destra parlamentare, e l'affacciarsi nella sua vicenda di depistatori professionisti, di mafiosi e dei servizi segreti.
"Paolo Bellini - ci racconta l'autore - si rivela nel mio libro non un mero esecutore di omicidi, ma il tragico protagonista di una lunga scia di sangue. Su di lui ci sono ormai molte certezze, ma sono ancora tanti i misteri inaccessibili. Il più grande tra gli interrogativi che non hanno ancora trovato una risposta sicura è il rapporto di Bellini con uomini dell'apparato dello Stato. Un'ipotesi inquietante che potrebbe portare alla luce verità sconcertanti su alcuni dei momenti chiave della storia italiana. Con un intreccio da film, il percorso di vita avventuroso e rocambolesco di un solo uomo mostra lo spaccato di un intero Paese e dei suoi più drammatici passaggi storico-politici".
Intrecci che forse mai riusciremo a capire fino in fondo. O che forse nessuno vorrai mai svelare.