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Le pagelle per i medici e la perifrastica...

Quando stiamo male, noi italiani non ci fidiamo di internet. Facciamo bene o male? Però ci piacerebbe tanto leggere delle pagelle per capire se un medico è bravo oppure no.
Questo è chiaro ed inequivocabile. Ma non è un nostro pensiero, ma il risultato della terza rilevazione di Europe Assistance che spiega come soltanto il 35% degli italiani naviga su internet per trovare una soluzione per eventuali problemi di salute.
Ed il dato negli anni, sempre secondo Europe Assistance, è anche peggiorato perché nel 2007 erano il 40%.
E così mentre l'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri sta cercando di redigere on line un'enciclopedia della salute, più esattamente un compendio, dove accreditare siti e portali seri, e quindi eliminare automaticamente le bufale, il presidente della Federazione degli Ordini Amedeo Bianco non è molto d'accordo sul dare pagelle ai medici.
"Le valutazioni non spaventano, ma, se i giudizi possono darli tutti, si rischia che il centro, o il medico, accetti solo pazienti facilmente curabili per fare bella figura con un pubblico inesperto".
Sempre secondo il Presidente Bianco: "un buon medico si fa conoscere con la propria attività".
Certo non è facile dargli torto. Pensate se noi cittadini semplici, incompetenti e poco capaci di comprendere anche soltanto cosa dicono i medici ci mettessimo a stilare delle pagelle.
Questo si può fare con i calciatori, dopo la partita della domenica, e peraltro lo fanno i giornalisti e qualche tifoso che si sente competente nei bar.
Ma con i medici è un'altra cosa. Immaginiamo già le sequenze. Andiamo dal nostro medico ed intanto ci scontriamo con gli informatori del farmaco che hanno appuntamenti fissati o priorità. Poi dobbiamo superare spesso le barriere delle segretarie e finalmente entriamo. Facciamo la nostra visita e subito dopo corriamo a casa entriamo sul sito delle pagelle dei medici ed iniziamo a sparare sentenze.
Per esempio: il dottor tizio oggi era molto nervoso, mi ha fatto spogliare, poi mi ha fatto dare due colpetti di tosse, ma non sono rimasto soddisfatto. E poi nel frattempo gli è squillato il cellulare ed io sono rimasto mezzo nudo ad ascoltare la sua telefonata.
Poi quando abbiamo finito mi ha detto un po' di cose di cui non ho capito nulla. Decidete voi se volete andare, io eviterei...
E questo è soltanto un esempio. Potremmo farne tanti altri...Ma sono soltanto delle prove tecniche di pagelle, perchè si potrebbe andare giù duri.
Dalla ricerca però emerge che il 45% degli italiani vorrebbero proprio sfogarsi in rete e giudicare i loro medici. Scrivere tutto quello che pensano. Ed il dato sale se parliamo delle grandi città dove la percentuale è del 65%.
Ma sarà dura capire se passerà questa idea, che non è molto diversa del passaparola quando sei in sala d'attesa.
Nel frattempo attendiamo l'enciclopedia che non dovrebbe essere una wikipedia della sanità. Nel senso che lì ognuno non potrà mettere quello che vuole.
Ma quando parliamo di enciclopedie on line pensiamo sempre ad Umberto Eco...che preferisce il cartaceo...scripta manent....
Ma non è più periodo di citazioni in latino dopo la pubblicità con Cristian De Sica e la bellissima Belen Rodriguez...nel senso che sulla perifrastica....casca l'asino....