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Minacce a Berlusconi su Facebook tutto ormai fa spettacolo

"Ok non uccidiamo Berlusconi, ma un clistere per Gasparri questo su Facebook si può dire?"
Il popolo di Facebook, sopratutto chi sul social network va per divertirsi, per ritrovare amici o per trovare compagnia si interroga dopo questo caso che ha turbato il Guardasigilli, Angelino Alfano e che ha fatto avviare un'inchiesta alla Procura di Roma.
Ma non è l'unico caso limite figlio delle nuove tecnologie, quello del gruppo "Uccidiamo Berlusconi", perchè in Friuli Venezia Giulia un sms di un consigliere regionale del Pdl ad un altro autorevole esponente del partito, ha spinto quest'ultimo a presentare una querela.
Luigi Cacitti infatti si è lasciato andare per sms e Antonio Martini, già presidente del Consiglio Regionale si è adirato. Il testo, scritto da Cacitti, riportato dal Messaggero Veneto si apre a varie interpretazioni: ho sempre avuto rispetto di te e della tua famiglia e vorrei continuare in quella direzione ma se decidi di andare in guerra sappi ke non mi risparmierò nel bombardare te e ki ti sta vicino ke in questi anni non abbiamo mai tirato in ballo. Da scali ferroviari sbagliati, a discarike bloccate, a ruoli in casa di riposo, a ruoli di tuoi parenti e in vari enti e congreghe. Vedi tu cosa fare. Sappi ke se guerra vuoi, guerra sarà. Mandi".
Ci viene subito da dire, facendo una piccola analisi del testo che il consigliere regionale Luigi Cacitti nella scrivere ad Antonio Martini ha trascurato una delle prime regole degli sms: occorre essere brevi.
Ed in effetti lui si è dilungato, ha specificato, riferito i motivi per cui in una guerra Martini si sarebbe potuto ritrovare. Come gli adolescenti il consigliere regionale ha utilizzato anziché il ch il k, e questo gli permette di accreditarsi come persona che fa un uso costante di sms.
È tipico di chi scrive molti sms e se ne serve per comunicazioni di vario tipo. Forse invece l'ex presidente Martini, magari meno avvezzo alle nuove tecnologie, ha ritenuto l'sms poco opportuno tanto da rivolgersi alla magistratura.
Così come da un giudice saranno chiamati tutti coloro che si sono iscritti su Facebook al gruppo per "uccidere Berlusconi" che sul Social Network ha avuto una replica immediata altrettanto "violenta". Il gruppo in contrapposizione si è registrato così "Uccidiamo quelli che vogliono uccidere Berlusconi".
Chi ha lanciato il primo gruppo si è già pentito. È il ventitreenne coordinatore del Pd di Vignola, che subito si è dimesso da tutti gli incarichi, ha chiesto scusa. Matteo Mezzadri, così si chiama, ha sullo stesso mezzo poi precisato :"certe cose non si devono neppure pensare, sopratutto da chi riveste un ruolo pubblico".
Eppure questo brillante giovane lanciato in politica si era lasciato andare: "possibile che nessuno sia in grado di ficcare una pallottola in testa a Berlusconi?"
Colpa della velocità con cui sulla rete scriviamo? O anche l'idea che in questo spazio di libertà, vera o presunta ognuno di noi si può permettere di dire e fare quello che vuole?
Certo una cosa è inviare un sms ad un compagno di partito....ed una cosa è aprire una pagina su Facebook per lanciare minacce al Presidente del Consiglio.
Qualche sera fa sul divano di Serena Dandini, il direttore del Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli, ha sottolineato come quando parlano male di Silvio Berlusconi all'estero lui prova un certo dispiacere perchè è il Presidente del Consiglio italiano.
Figuriamoci cosa si può provare a ritrovare su Facebook un appello a "ficcare una pallottola in testa a Berlusconi". O pensate cosa ha provato l'ex presidente Martini a ricevere un sms con una dichiarazione di guerra.
Sms, mail e social network si possono usare in tanti modi. Questo lo abbiamo scritto più volte. Ed è il buonsenso che deve dominare il nostro agire. Anche se siamo di corsa. Anche se è più forte di noi....Tra usare bene questi strumenti ed usarli male non c'è molta differenza. Ma a volte si può far del male...e non rendersi conto di come chi riceve può reagire...con la stessa velocità con cui noi abbiamo scritto...e l'altro può aver letto.
Fermiamoci un attimo e riflettiamo....Anche questo non ci costa nulla...