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Pira e Marrali hanno presentato il nuovo libro "Giochi e Videogiochi al Salone del Libro di Torino

È stato presentato venerdì 15 maggio presso il Salone del Libro di Torino (Saletta Vittorini Stand k 64)  il nuovo lavoro del sociologo e giornalista Francesco Pira, docente di comunicazione e relazioni pubbliche all'Università di Udine e del primario emerito di pediatria Vincenzo Marrali "Giochi e Videogiochi - Dal nascondino alla console" (Bonanno Editore). I due autori avevano già pubblicato nel 2007 "Infanzia, media e nuove tecnologie" (Franco Angeli) .
Ad introdurre i due autori la direttrice della Collana "Officina dei Media" della casa Editrice Bonanno, Professoressa Rosaria Sardo dell'Università di Catania. Presente anche l'editore dottor  Mauro Bonanno.
"Non esiste più  - ha spiegato Pira - una demarcazione netta tra gioco tradizionale e gioco virtuale, è cambiato il modo stesso in cui la dimensione della costruzione del racconto, la narrazione del fantastico si sviluppa.  Sono proprio i bambini e i ragazzi i pionieri di questa nuova "era", sono loro che stanno sperimentando più degli adulti modi nuovi di fare cultura attraverso le diverse forme in cui il gioco si esprime".
Ed il pediatra Marrali ha aggiunto: " Eraclito di Efeso diceva che il gioco dei bambini è il ritmo del tempo e che il bambino che gioca è un re perchè riesce a dominare spazio e tempo, spostando pezzi del suo gioco, perchè risolve la sua angoscia in quanto riesce a superare spazio e tempo. È il modo e il mezzo più importante e fisiologico per esprimere le proprie potenzialità psico-fisiche, determinando la formazione e la maturazione della personalità".
I due autori hanno risposto alle domande poste dai visitatori del Salone presenti
"Questo nuovo lavoro - hanno spiegato Pira e Marrali -è un viaggio nell'universo gioco con una dissertazione che cerca di offrire un quadro d'insieme del significato del giocare in senso generale e oggi in particolare nella società Web 2.0".
Giochi e videogiochi traccia un percorso che sfrutta anche in questo caso l'approccio integrato sociologico e clinico, con l'idea di capire quali sono le dinamiche e le funzioni del gioco e utilizzarle per comprendere i modi di giocare dei nativi digitali e non solo, entrando così nell'universo del digital game.
"Un lavoro in tre parti - sottolineano gli autori - affrontando nella prima parte le ragioni della ricerca, gli interrogativi che da studiosi ci poniamo di fronte alla società in continuo cambiamento, prima di addentrarci nella seconda parte dove lo sguardo clinico ripercorre le tappe fondamentali del gioco nello sviluppo evolutivo dei bambini e dove si mescola la lunga esperienza professionale con l'osservazione dell'uomo, del nonno, che ha visto nascere, crescere e giocare quattro nipotini.
La terza parte analizza attraverso l'approccio sociologico i videogiochi con l'ausilio di dati ricerche sul campo, riflessioni dei molti studiosi: filosofi, sociologici, psicologi, designer, che studiano le numerose e crescenti implicazioni che la creazione dei digital game fa nascere".
Questo volume vuole offrire spunti di riflessione e confronto per tutti coloro professionisti, esperti, ma anche giovani e adulti che si interroghino, come gli autori, sulle dinamiche della società, su come essa evolve. Si potrebbe opinare che l'interrogativo è quanto meno ambizioso ma in realtà se ci pensiamo bene il gioco è una parte fondamentale del nostro essere individui, ci accompagna lungo il corso di tutta la nostra vita. Da bambini è parte fondamentale del percorso di crescita da adulti e parte fondamentale della nostra socialità e auto espressione e mantiene vivi dentro ciascuno di noi la "gioia di vivere" che rende più leggero il nostro quotidiano.