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"Se il pensiero è sicuramente inefficace senza azione, l'azione senza pensiero lo è altrettanto." Zygmunt Bauman, Paura liquida, 2008

Opinioni

Francesco Pira

Al Sud e in Sicilia è rebus: chissà la mafia per chi avrà votato alle politiche

Una domanda da un milione di dollari: verso chi Cosa Nostra ha indirizzato gli elettori che controlla in Sicilia? Così come era già accaduto per le regionali di mafia si è parlato pochissimo. Non ha fatto parte dell’agenda politica l’idea di una Sicilia diversa

Una domanda da un milione di dollari: la mafia per chi ha votato alle ultime elezioni nazionali? Verso chi Cosa Nostra ha indirizzato gli elettori che controlla? Ha puntato sull’astensionismo oppure ha assicurato i suoi consensi alle forze politiche candidate a vincere per destabilizzare? Questo è il dilemma.

Il Movimento Cinque Stelle ha vinto tantissimo al Sud, così da far pensare alla formazione di un nuovo Regno delle Due Sicilie. Ed il consenso è arrivato anche nelle cittadine e nei quartieri della Sicilia dove un tempo la mafia riusciva a controllare totalmente il voto. La leggenda narra che i capi mafia e i loro adepti al momento della consegna delle schede le ritiravano e le riconsegnavano, con precise indicazioni di lista e preferenze, all’apertura dei seggi, per avere un totale controllo della popolazione. Una pratica in verità che al Sud d’Italia non disdegnavano anche molti capi elettori, potenti e imbattibili, e che magari facevano l’occhiolino al boss del quartiere o al Capo del Mandamento.

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